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Brand Strategy + Identity Manual

ALMA · Gruppo 2 — Gastro Pub Contemporaneo

FASE 1Fondamenta del Brand
FASE 2Mercato e Posizionamento
FASE 3Concept e Identità
FASE 4Comunicazione e Crescita
IDEELavagna

Fase 1 — Fondamenta del Brand

Purpose · Valori · Vision · Mission  |  Queste sezioni vanno completate prima di tutto il resto

Gruppo: 2 · Capogruppo Stefano Colletta
Componenti: Valerio Sordino · Angel Marchese · Ginevra Giovannola · Alex Seminara · Matteo Pecoraro
Elaborato: 1 di 5 · Checkpoint A · 22 Aprile 2025
Definito dal brief ALMA
Da completare insieme
Completato
1

Perché si inizia qui

Purpose, valori, vision e mission sono le fondamenta. Tutto ciò che verrà dopo — il nome, il logo, il menu, la comunicazione — deve poter rispondere alla domanda: è coerente con quello che abbiamo scritto qui? Se costruite l'identità visiva prima di avere chiaro il purpose, rischiate di dover ricominciare.

Non si sceglie il nome prima di sapere perché si esiste. Non si sceglie il colore prima di sapere a chi ci si rivolge.

1.1
Brand Purpose — Perché esistiamo
FISSO — BRIEF ALMAElementi già definiti
Rivisitazione moderna del pub britannico contemporaneo
Esperienza conviviale e inclusiva come valore centrale
Ambiente progettato per favorire la socialità
Target: pubblico giovane e urbano
DA COMPLETAREIl nostro purpose — perché esistiamo
Non cosa fate, ma perché lo fate. Il purpose risponde alla domanda: se il nostro locale non esistesse, cosa mancherebbe?
ESEMPIO — Nobu (ristoranti, 50+ paesi scalati)

Il purpose di Nobu non è "servire sushi di qualità". È creare un'esperienza emozionale unica che unisce cultura giapponese e ingredienti locali in ogni città del mondo. Ogni decisione — dal piatto all'arredo al servizio — passa da quel filtro. È per questo che Nobu a Milano non è uguale a Nobu a Tokyo, ma è sempre Nobu.

1.2
Core Values — I valori fondanti
FISSO — BRIEFValori definiti dal format
Convivialità — valore primario
Inclusività — nessuna formalità, spazio aperto
Qualità curata — gastronomia e bevande selezionate
Socialità — ambiente progettato per stare
DA COMPLETARECome si aggiunge il vostro valore specifico
Il gruppo può aggiungere 1-2 valori propri che emergono dalla vostra visione e identità. Ogni valore deve avere un contrario: se non potete dire "il contrario del nostro valore è X", allora non è un valore, è un'ovvietà.
Valore aggiuntivo 1
Valore aggiuntivo 2 (opzionale)
DA COMPLETARECome i valori diventano decisioni operative — completate ogni riga
Dishoom (London, 9 location) ha un valore chiamato "Irani café spirit": ogni singola scelta — il menu, la musica, come parlano i camerieri — viene filtrata da quel valore. Se non passa il filtro, non si fa. Fate lo stesso.
Valore
Cosa significa per noi
Come si vede nel locale
Cosa esclude (il contrario)
Convivialità
Inclusività
Qualità curata
Socialità
1.3
Brand Vision — Dove vogliamo arrivare
DA COMPLETARELa vision a 5 anni
La vision è futura e ambiziosa. Non descrive com'è il locale oggi, ma dove vuole essere tra 5 anni. Deve essere abbastanza grande da ispirare, abbastanza concreta da orientare le scelte.
ESEMPIO — Soho House (club/hotel, 40+ location nel mondo)

La vision di Soho House negli anni '90 era: "creare una casa lontano da casa per i creativi". Non dicevano "aprire un club". Quella vision ha guidato ogni singola decisione di espansione — dalla scelta delle città all'interior design ai tipi di membership. Oggi sono in 4 continenti con la stessa identità riconoscibile.

DA COMPLETAREBrand Mission — Cosa facciamo ogni giorno
La mission è presente e operativa. Mentre la vision dice dove andiamo, la mission dice cosa facciamo ogni giorno per arrivarci. Deve essere un filtro per le decisioni quotidiane.
ESEMPIO — Wagamama (noodle bar, 150+ location, 22 paesi)

Mission: "positive eating + positive living". Due parole che guidano menu, arredo, ritmo del servizio e comunicazione. Non menzionano i noodles. Quando Wagamama espande, la prima domanda è: questo lo si fa in un posto che trasmette positività?

Fase 2 — Mercato e Posizionamento

Target · Buyer Personas · Competitor Analysis · Unique Value Proposition  |  Si fa dopo la Fase 1

Elaborato: 1 di 5 · Checkpoint A
2

Perché si fa dopo la Fase 1

Solo avendo chiaro il purpose e i valori potete capire chi è il vostro cliente ideale — e non viceversa. Il posizionamento non è "a chi potrebbe piacere il nostro locale" ma "chi condivide i nostri valori e per chi il nostro purpose ha senso". Il competitor analysis si fa dopo perché l'obiettivo è capire dove siete unici, non dove potete copiare.

2.1
Target Audience — A chi ci rivolgiamo
FISSO — BRIEFProfilo base definito dal brief
Pubblico giovane e urbano
Cerca esperienza conviviale e inclusiva
Preferisce la socialità al pasto formale
DA COMPLETAREApprofondimento target
Fascia d'età specifica
Reddito e potere d'acquisto
Dove vive e lavora
Comportamento digitale
2.2
Buyer Personas — Chi viene da noi
A
Età
Motivazione
Abitudini
Pain point
Come ci trova
B
Età
Motivazione
Abitudini
Pain point
Come ci trova
2.3
Competitor Analysis
DA COMPLETAREChi ci affianca nel mercato locale
BrewDog, prima di espandersi in 60 paesi, ha analizzato il mercato con una domanda precisa: "Chi vorrebbe fare quello che facciamo noi ma non riesce?" Non si sono chiesti come imitare i concorrenti, ma dove i concorrenti fallivano.
Concorrente
Tipo
Punto di forza
Punto debole
Come ci differenziamo
2.4
Unique Value Proposition
DA COMPLETARELa nostra UVP — cosa non può copiare nessun altro
La UVP non è una lista di caratteristiche. È la ragione per cui un cliente dovrebbe scegliere noi invece di qualsiasi alternativa — formulata dal punto di vista del cliente, non nostro.
UVP in una frase (dal punto di vista del cliente)
ESEMPIO — Honest Burgers (UK gastropub, 45+ location)

UVP: "Great burgers, made properly, from good people." Tre elementi: prodotto di qualità, processo trasparente, team con valori. Non parlano di ingredienti, prezzi o location. Parlano di fiducia. Quella UVP è rimasta invariata dall'apertura del primo locale a Brixton fino all'espansione nazionale.

DA COMPLETAREBrand Positioning Statement
Il positioning statement non è per il pubblico — è uno strumento interno di allineamento. Segue questo schema: "Per [target] che [bisogno], il nostro locale è [categoria] che [beneficio unico] perché [ragione per crederci]."
ESEMPIO — Five Guys (burger bar, 1700+ location, 18 paesi)

Il positioning di Five Guys è: nessuna pubblicità, nessun franchising forzato, solo qualità ossessiva. Non competono sul prezzo, non competono sulla velocità. Si posizionano come "il miglior burger che puoi mangiare" — e tutto il resto segue da lì. Cresciuti da 5 a 1700 location con lo stesso posizionamento invariato.

2.5
SWOT Analysis
STRENGTHS — Punti di forza
WEAKNESSES — Debolezze
OPPORTUNITIES — Opportunità
THREATS — Minacce

Fase 3 — Concept e Brand Identity

Concept Statement · Nome · Visual Identity · Tono di Voce · Atmosfera  |  Si fa dopo le Fasi 1 e 2

Elaborato: 1 di 5 · Checkpoint A
3

Perché si fa solo adesso

Il nome, il logo, i colori e il tono di voce sono la traduzione visiva e verbale di tutto ciò che avete costruito nelle fasi precedenti. Se scegliete un nome prima di avere chiari purpose e posizionamento, scegliete un'etichetta senza contenuto. L'identità visiva non è decorazione — è brand compresso in un'immagine.

3.1
Concept Statement — L'idea centrale
DA COMPLETAREIl concept in 3 righe
Il concept statement è la sintesi pubblica del vostro brand. Deve contenere: cosa siete, per chi, e cosa vi rende diversi — in max 3 frasi. È quello che mettereste sulla prima slide di una presentazione a un investitore.
DA COMPLETARELa tensione creativa del brand
Ogni brand forte vive su una tensione tra due poli che convivono. La vostra nasce dall'incontro tra cultura pub britannica e anima emiliana. Definire questa tensione aiuta a prendere decisioni coerenti quando due opzioni sembrano entrambe valide.
Polo A — tradizione / radici
Polo B — contemporaneità / apertura
La sintesi — come si tengono insieme
ESEMPIO — Dishoom (Indian café, 9 location UK)

Tensione creativa: Bombay degli anni '60 dentro Londra 2024. Ogni scelta — dalle spezie nel menu al jazz pakistano, dalle lampade vintage ai muri invecchiati — serve questa tensione. Non è nostalgia, è un punto di vista chiaro sul mondo.

3.2
Nome, Payoff e Logo Direction
DA COMPLETARENome del locale
Il nome deve essere: memorabile, pronunciabile, disponibile come dominio e sui social, coerente con la tensione creativa.
Nome proposto
Perché funziona (3 criteri)
Alternative scartate e perché
ESEMPIO — Hawksmoor (steakhouse UK, 13 location)

Nome da un architetto del '700. Non dice "carne", non dice "birra". Ma trasmette carattere storico, serietà britannica, identità forte. Il nome permette all'esperienza di sorprendere il cliente — non la promette prima.

DA COMPLETAREPayoff / Tagline
Payoff principale
Perché funziona
Alternative testate
ESEMPIO — Noma (Copenhagen, 2 stelle Michelin, scalato con pop-up globali)

Noma non ha bisogno di payoff. Il nome è diventato esso stesso il concetto: "Nordic + Mad (food)". Prima di arrivare a quel punto, avevano il payoff implicito: "reinventare la cucina nordica". Un payoff efficace anticipa l'esperienza senza descriverla.

DA COMPLETAREDirezione Logo
Non serve il logo definitivo ora. Serve la direzione: cosa deve comunicare, cosa deve evitare, che tipo di segno visivo volete.
Tipo di logo (wordmark / symbol / combo)
Cosa deve comunicare
Cosa deve evitare
Riferimenti visivi (altri loghi che vi ispirano)
3.3
Visual Identity — Palette, Font, Stile
DA COMPLETAREPalette colori
I colori devono emergere dai valori, non dalle preferenze personali. Chiedetevi: se il nostro brand fosse un materiale, quale sarebbe? Quell'associazione guida la palette.
Colore primario (descrizione e hex se possibile)
Colore secondario
Colore di accento
Colore da evitare assolutamente
Primario
Secondario
Accento
Dettaglio
Cliccate sui colori per cambiarli
ESEMPIO — Eataly (concept store, 40+ location globali)

Palette: bianco, verde Italia, legno naturale. Tre elementi che comunicano: pulizia/qualità, italianità, artigianalità. Invariati in ogni città del mondo. La palette è il primo brand touchpoint che il cliente riconosce prima ancora di leggere il nome.

DA COMPLETARETipografia e Stile Grafico
Font primario (titoli)
Font secondario (testo)
Stile grafico generale
Stile fotografia / immagini
Cosa evitare visivamente
ESEMPIO — Tim Hortons (caffè Canada, 5000+ location, 15 paesi)

Stile grafico: rosso, bianco, font senza pretese, packaging funzionale. Non cercano di sembrare premium — cercano di sembrare onesti e familiari. La scelta stilistica è sempre coerente con il posizionamento, non con le mode grafiche del momento.

3.4
Tono di Voce e Brand Messaging
DA COMPLETAREIl tono di voce
Il tono di voce è come parlate — non cosa dite. Deve essere coerente su ogni canale: menu, lavagna, social, risposta alle recensioni, come il personale introduce i piatti.
Il tono è...
Non è mai...
Tre aggettivi che descrivono la nostra voce
ESEMPIO — BrewDog (gastropub/birrificio, 100+ bar, 30 paesi)

Tono: irriverente, diretto, mai neutro. Ogni post prende posizione. Ogni birra ha un nome provocatorio. Il tono di voce è brand quanto il logo — e rimane invariato da Londra ad Aberdeen a Tokyo. Ha anche diviso il pubblico — e questo è stato un vantaggio di posizionamento.

DA COMPLETAREBrand Messaging — cosa diciamo
Messaggio principale (headline)
Taglines secondarie (2-3)
Parole che usiamo sempre
Parole che non usiamo mai
DA COMPLETAREEsempi di voce in uso
Scrivete come parlereste voi davvero. Questi esempi diventano il riferimento per chi scrive i post, il menu, le lavagne.
Post Instagram tipico
Come descriviamo una birra sul menu
Come rispondiamo a una recensione negativa
3.5
Atmosfera e Spazio come Brand
FISSO — BRIEFVincoli di spazio già definiti
Ambiente accogliente e ben progettato
Spazio che favorisce la socialità
Atmosfera rilassata
Budget: 150.000 – 250.000 €
DA COMPLETARECome lo spazio traduce l'identità
I 3 elementi fisici imprescindibili
Come lo spazio diventa un vantaggio competitivo
ESEMPIO — Caravan (caffè/ristorante, 7 location Londra)

Spazi piccoli, industriali, con cucina a vista. Lo spazio "angusto" è diventato identità: il cliente vede cosa succede, sente i rumori di cucina, è parte del processo. La trasparenza dello spazio è un value proposition visibile senza bisogno di comunicarla.

DA COMPLETAREMappa sensoriale — ogni senso è brand
Senso
Elemento
Come lo gestiamo
Valore che comunica
Vista
Udito
Olfatto
Tatto

Fase 4 — Comunicazione e Crescita

Customer Experience · Marketing · Scalabilità  |  Si costruisce sull'identità definita in Fase 3

Elaborato: 1 di 5 · Checkpoint A
4

Perché si fa per ultima

Non si comunica un brand prima di averlo costruito. La strategia di comunicazione è la traduzione operativa dell'identità: cosa diciamo, dove, come, con quale frequenza. La scalabilità si pianifica solo dopo aver capito cosa è replicabile — e non tutto lo è.

4.1
Customer Journey — Il percorso del cliente
STEP 01
Scoperta
Touchpoint digitale
STEP 02
Arrivo
Touchpoint fisico
STEP 03
Il consumo
Il momento chiave
STEP 04
L'uscita
Ultimo touchpoint
STEP 05
Dopo
Passaparola
DA COMPLETAREIl momento iconico — il gesto che diventa brand
Ogni brand di successo ha un gesto ripetibile che il cliente riconosce e racconta. Non deve essere grande, deve essere coerente.
Il nostro momento iconico
La frase che vogliamo sentire all'uscita
ESEMPIO — Starbucks (caffè, 35.000 location, 80 paesi)

Il nome scritto sul bicchiere. Un gesto operativo di 3 secondi diventato brand experience globale. Il cliente lo fotografa, lo condivide, lo ricorda. Non è marketing — è un processo di servizio che ha un effetto di marketing. Quello è il tipo di gesto che cercate: operativo, ripetibile, fotografabile.

4.2
Strategia Social e Comunicazione
DA COMPLETARESocial Media
Canale principale
Tipo di contenuto
Come costruiamo community
ESEMPIO — Hawksmoor

Instagram curato, quasi tutto prodotto. Zero foto di persone generiche, solo cibo e atmosfera. Il tono è diretto e mai celebrativo. Il feed è coerente con l'identità del ristorante — non sembra gestito da un'agenzia.

DA COMPLETAREPR e Territorio
Attività sul territorio
Storytelling del brand
Collaborazioni chiave
DA COMPLETAREMarketing Operativo
Fidelizzazione
Offerta / experience iconica come veicolo
KPI principali da monitorare
4.3
Scalabilità e Modello di Crescita
DA COMPLETAREModello di espansione
Requisito ALMA: il format deve avere potenziale di replica nazionale o internazionale. La risposta a "come si scala" dipende da cosa è standardizzabile e cosa non lo è.
Modalità ipotizzata
Cosa si può standardizzare
Cosa deve rimanere locale
Prima città / mercato di espansione ipotizzato
ESEMPIO — Wagamama (noodle bar, 150+ location, 22 paesi)

Formula di scalabilità: il sistema si standardizza, il menu si adatta. Il ritmo di servizio, i tavoli condivisi, la cucina a vista, la formazione del personale — identici ovunque. Il menu include ingredienti locali in ogni paese. Il concept non cambia, l'offerta sì. Questo è il modello.

DA COMPLETAREAdattabilità e Standard di Qualità
Cosa cambia in un mercato diverso da quello di origine
Cosa non può MAI cambiare
Come si mantiene la qualità nella replica
ESEMPIO — Soho House (hotel/club, 40+ location)

Regola di scalabilità: ogni nuova Soho House deve sembrare che sia sempre stata lì. Non replicano un template, trovano un edificio con storia e ci costruiscono sopra l'identità. La regola non è "uguali ovunque" ma "autentici ovunque". Quella è la differenza tra un brand e una catena.

4.4
Brand Strategy Canvas — Vista d'insieme
Perché esistiamo (Purpose)
Per chi (Target)
Competitor principale
BRAND CORE
Conviviale · Inclusivo · Curato
Fattore chiave brief:
Valorizzazione stagionalità
UVP — Perché solo noi
Momento iconico
Modello di crescita

Lavagna — Idee in sospeso

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